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La rivista dedica un bellissimo articolo in occasione della mia mostra fotografica all'interno del castello aragonese di Otranto. È la primavera del 2017.

Tra paesaggi e vita

“Neve e maltempo”, “Otranto”, “Oriente”, “Occidente”, “Natura”, “Ritratti”, “Musica”. Potrebbero essere i capitoli di un libro, le tappe di un viaggio o le diverse sezioni di una mostra. Sono un po’ tutto questo e molto altro le “Stanze” di Salvatore Coluccia, fotografo per passione, informatico e web designer per professione, che espone i suoi lavori per la prima volta nella sua città natale, al Castello di Otranto.

Coluccia prende per mano il visitatore conducendolo lungo un percorso che si dipana tra paesaggi e vita, volti e palchi, architetture storiche e frammenti biografici. Sono dunque le stanze più intime, quelle che il proprio vissuto ha trasformato in attimi, in fugaci scatti fotografici. Iraq, Afghanistan, Islanda, Norvegia, Grecia, Emirati Arabi, Stati Uniti le mete delle rotte nei viaggi del fotografo, ma anche i luoghi dell’anima e del cuore, il Salento, Otranto, verso i quali sente e dimostra un richiamo sempre più forte e inconfutabile rivisitandoli con lo sguardo del viaggiatore tornato a casa con tutto il proprio bagaglio di suggestioni lontane.

L’obiettivo diventa così l’espressione del sentimento, la carezza alla propria terra di origine osservata con occhi nuovi, rigenerati dal distacco, quelli che dovremmo o vorremmo avere tutti ormai assuefatti alla bellezza in cui siamo immersi.

L’otrantina Torre del Serpe torna ai salentini con tutta la sua potenza primigenia nel rampante movimento del cavallo mentre la già mistica cava rossa di bauxite si fa più magnetica e ammaliatrice con lo sguardo perso della donna in burqa e il mistero di Torre Pinta abbraccia e amplifica le note di una tuba dorata. Tra le sette stanze del maniero si indaga poi nelle pieghe dei volti, nel sorriso di un bambino afghano, nello stupore degli occhi di un ragazzo africano, come a gettare ponti verso l’altro, a celebrare un’umanità infinita, ricca, diversa e straordinaria.

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